I fiori e le piante

NORD

CAMELIA
Camellia sasanqua
Il genere Camellia appartiene alla famiglia delle Theaceae e comprende un ampio numero di specie. Esistono diverse camelie, e in Europa è nota per lo più come pianta da fiore, non profumato, tipico dei paesaggi del nord, premontani e delle ville storiche dei grandi laghi italiani. È tra le poche essenze che fiorisce nella stagione fredda e per queste camelie la vera primavera è l’autunno. Coco Chanel la scelse come suo fiore preferito dopo aver visto la signora delle camelie con Sara Bernhardt: applicando un bocciolo di camelia agli abiti della maison, con la sua discreta assenza di profumo, si lasciava così libertà alle donne di indossare il loroprofumo preferito. Inoltre la camelia fiorisce sempre una stagione in anticipo rispetto agli altri fiori: come lo era la moda di Chanel.

AZALEA
Rhododendron azalea
Il nome scientifico dell'azalea, rododendro, deriva dalle parole greche ῥόδον (rhodon, rosa) e δένδρον (dendron, albero). È la pianta dei laghi prealpini. Predilige terreni acidi, dove sono poche altre le piante che vi crescono. Alcune varietà sempreverdi, fioriscono abbondante in primavera, specialmente a maggio, ricoprendosi di corolle colorate, campanulate, dei colori più vistosi. Nel corso degli anni è diventata la classica pianta da regalare a tutte le mamme nel periodo di maggio. Resistono alla potatura in forma e crescono vigorose, tanto che se ne ricordano colline intere ricoperte di azalee, magari all’ombra di una grande faggio come nelle colline del biellese.

OSMANTO
Osmanthus fragrans
L'osmanto odoroso, pur essendo una pianta originaria della Cina, si è ben acclimatato nel contesto climatico italiano, divenendo una delle specie preferite nei grandi giardini italiani, anche contemporanei. Sempreverdi, con foglie grosse e lucide, se ne apprezza la qualità e la particolarità a fine estate, quando si veste completamente di piccoli fiori bianchi quasi insignificanti, ma profumatissimi. È un profumo quello dell'osmanto, molto insolito, mai nauseabondo o ridondante. Più intenso nei mattini grigi o di sera, se ne può apprezzare il profumo anche a grandi distanze. Anche se da il meglio di se poco prima della pioggia. Da poco è entrato nell'industria della cosmesi, divenendo un profumo apprezzato e per nasi ricercati, con note di Magnolia e richiami della Fresia.

CENTRO

CORBEZZOLO
Arbutus unedo
Il corbezzolo ha una storia particolare in tutto il bacino del mediterraneo. Pianta dei nostri climi, robusta e generosa, trova nel suo nome un indizio particolare sul suo uso. La pianta infatti si chiama Arbutus unedo. Il nome della specie, unedo, deriva da Plinio il Vecchio che, in contrasto con l'apprezzamento che in genere riscuote il sapore del frutto, sosteneva che esso fosse insipido e che quindi dopo averne mangiato uno (unum = uno e edo = mangio) non veniva voglia di mangiarne più. Dal nome greco del corbezzolo (κόμαρος - pron. kòmaros) derivano molti nomi dialettali del cespuglio (Marche, Calabria, Puglia, Campania), e anche il nome del Monte Cònero, il promontorio sulle cui pendici sorge Ancona, e la cui vegetazione è appunto ricca di arbusti di corbezzolo, presente anche nello stemma della città. Una pianta di corbezzolo con le sue bacche belle in vista, viene stretta tra le zampe dell'orso della bandiera di Madrid.

GARDENIA
Gardenia augusta
La storia della Gardenia ha spesso visto contrapporsi e intrecciarsi la storia della camelia. Se dapprima in europa si preferì la camellia alla gardenia a favore di quest'ultima col passare della moda, in America si è verificato l'opposto. Un posto di prim'ordine nell'industria della cosmesi e del fashion, la Gardenia è sempre stata associata a un concetto di delicatezza e fragilità e di oggetto per facoltosi collezionisti botanici. In realtà la gardenia è una pianta molto rustica, robustissima, che in alcuni casi tollera anche inverni molto rigidi. Nella sua storia, alcuni tipi di Gardenia sono stati chiamati erroneamente Cape Jasmine, gelsomino, ma il profumo della Gardenia nulla a che vedere con quello del gelsomino. È un profumo che spesso è accostato all’ ylang-ylang, al cuoio e alla vaniglia del madagascar.

FALSO AGRIFOGLIO
Osmanthus heterophyllus o Osmanthus aquifolium
L ’O. heterohpyllus, è il cugino più prossimo dell’Osmanto odoroso. I fiori autunnali sono sempre gradevolmente profumati ma notevolmente più discreti, mentre sono le foglie, sempreverdi, a caratterizzare questa pianta. Il nome ci da già qualche indizio e significa semplicemente “foglie diverse”: infatti come alcune altre piante, questo osmanto può presentare sulla stessa pianta, foglie di forma e margine completamente differenti. Da lisce leggermente lanceolate a decisamente frastagliate, quasi a punta, spinose, che richiamo infatti la foglie dell’agrifoglio.

SUD

PITTOSPORO NANO
Pittosporum tobira “Nanum”
Il pittosporo è una delle piante mediterranee per eccellenza: il falso arancio, come lo chiamano gli inglesi, ha spadroneggiato nei giardini di inizio/metà novecento lungo tutte le coste italiane, sopratutto in Sicilia ma anche in Liguria. Può crescere fino ad diventare un bell’alberetto, con i suoi rami nodosi e scultorei e una chioma a forma di impenetrabile cupola. Qui è proposto nella sua varietà ‘Nana’, compatto, perfetto per la crescita in vaso. Con il passare dei mesi, se non viene potato leggermente, la pianta può “mangiarsi” completamente il vaso, nascondendolo sotto una fitta cortina di foglie sempreverdi e lucide.

CHAMAEROPS
Chamaerops humilis
Palma nativa di molti paesaggi costali come il bacino del mediterraneo, la chamaerops cresce bene negli ambienti rocciosi vicino al mare. La forma a ventaglio delle foglie ne ha determinato il nome che gli anglosassoni gli hanno attribuito: Fan palm o mediterranean fan palm. La silhouette della pianta si ammira maggiormente quando si trova a contrasto contro un muro, dove il grafismo delle foglie è valorizzato ed enfatizzato.

CYCAS
Cycas revoluta
Originaria del Giappone, nel corso dei decenni è diventata una pianta tipica dei giardini nobiliari delle ville del centro e sud italia. A decorare grandi vasi in terracotta ai lati di un portone o come richiamo moresco al centro di un parterre, la Cycas si riconosce per la sua forma unica: un insieme di foglie grandi e pennate, disposte a spirale, quasi a richiamare un fuoco di artificio verde brillante. La prima cycas in Europa fu messa a dimora nel 1793 nell’orto botanico di Palermo. Pianta longeva e antichissima, cresce molto lentamente: una pianta di 4-5 metri potrebbe avere anche più di 50 anni. Si tratta di un vero e proprio fossile vivente.

 

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